Asti, in un posto bellissimo

La città piemontese di Alfieri e del palio è stata scelta come location del film “In un posto bellissimo”. Nel film di Giorgia Cecere, Asti diventa la metafora dell’Italia di inizio XXI secolo, una quinta perfetta per mettere in scena le inquietudini del nostro tempo


Di Auro Bernardi

in un posto bellissimo
Isabella Ragonese in una scena del film

Lucia è una donna arrivata. È moglie e madre, si suppone felice, contitolare di un avviato negozio nel centro di una tranquilla città della ricca provincia italiana, “in un posto bellissimo“. Il marito ha un buon impiego che però a volte lo obbliga ad assenze nei giorni festivi o in orari insoliti. Lucia ha puntato tutto sulla sua famiglia, fragile però psicologicamente per una vecchia ferita, la morte improvvisa e traumatica della sua migliore amica. Ma il dubbio che il marito, cui ha sempre demandato ogni responsabilità, possa tradirla, la sprofonda in una inquietudine sconosciuta e che non trova sbocchi nel tran tran abituale. Lucia si trova così a vivere come sospesa in una realtà che non le appartiene più, di cui vorrebbe reimpadronirsi oppure di cui, a volte, sente di dover rinunciare, per ritrovare se stessa. Catalizzatore di questi umori diventa, suo malgrado, Feysal, un immigrato magrebino che vende paccottiglia per strada a pochi passi dal negozio di Lucia. Quasi sicuramente clandestino, Feysal stringe uno strano rapporto con la donna, fatto di diffidenza reciproca e di improvvise complicità: due “stranieri” nella stessa patria. Fino a quando l’improvvisa scomparsa del ragazzo fa scattare in Lucia la molla giusta per prendere una decisione troppo a lungo rimandata.

in un posto bellissimo
Ragonese e Abbaoui in una scena

STORIE DAL PROFONDO NORD

in un posto bellissimo
monumento a vittorio alfieri

Con questo suo secondo film (“In un posto bellissimo“) la regista Giorgia Cecere, una che si è fatta le ossa con gente come Gianni Amelio, Ermanno Olmi ed Edoardo Winspeare, compone un bel ritratto al femminile del nostro tempo dove tematiche individuali si intrecciano con questioni sociali. L’insicurezza dell’individuo di fronte alla perdita delle coordinate tradizionali e la destabilizzazione dovuta ai flussi migratori. E la scelta di Asti come location va certamente al di là dell’efficienza della Film Commission piemontese. La città è il posto giusto per questa storia molto di provincia, da “profondo Nord”. Un Nord ricco, persino opulento, ma spesso chiuso e diffidente. La città di Alfieri come metafora dell’Italia di inizio XXI secolo, segnata dalla crisi dei valori, più che da quella economica. E dove l’altro, il diverso, inquieta e turba per la sua sola presenza. Così la regista spiega il perché della sua scelta: «Ero già stata ad Asti e mi aveva lasciato qualcosa dentro. Poco alla volta, il film prendeva corpo e anima proprio pensando a questa città. Il luogo è stato scelto prima ancora di ricevere il supporto economico della banca locale proprio perché si sposa perfettamente con la storia del film. Asti ha una segreta bellezza, non abusata e ad ogni angolo, svoltando, si fa una scoperta».

in un posto bellissimo
Una scena del film con la campagna astigiana

UNA LOCATION MOLTO DISCRETA

in un posto bellissimoPochi, ma efficaci, i set urbani: il centro, con le stradine acciottolate, i portici, le sobrie facciate barocche che fanno di Asti una Torino in sedicesimo, corso Garibaldi con la storica, omonima caffetteria e il negozio di abbigliamento Mazzoni. Via dei Cappellai con la pizzeria Il Francese, e la contigua piazza San Secondo con la sua Collegiata duecentesca. Interessanti anche le riprese nelle zone periferiche, tra strade di scorrimento, stazioni di servizio e moderni poli del terziario, specchio non certo esaltante dell’urbanizzazione indiscriminata che ha sfregiato moltissime città italiane fuori dalla cinta daziaria. Molto belle, proprio perché funzionali al narrato, anche le scene girate nella fertile campagna astigiana, appena mossa dai dolci pendii delle colline, nelle case rurali dove crescono i meli (il buen retiro dei genitori di Lucia è in via Baldichieri 89) e sulle rive del Tànaro, in un principio di autunno che accende i colori e attenua i bagliori del sole. Quanto ai comprimari, Alessio Boni ha la faccia giusta per interpretare il truzzetto di paese che si è fatto strada, con il suv, la bella moglie devota e il ragazzino promettente, ma che ha mantenuto una mentalità conservatrice e maschilista. Piccole pennellate di bravura, come da par suo, per Piera Degli Esposti nel cameo della vicina di casa, in campagna.

LA CITTA’ SI METTE IN…PALIO

Per visitare Asti il mese ideale è proprio settembre, mese dello storico Palio. Si comincia il 17 alle 21, in piazza San Secondo, con l’esibizione degli sbandieratori e poi, dopo quattro giorni di festa, il giorno 20 in Piazza Vittorio Alfieri, la corsa vera e propria. La giornata inizia alle 10 nelle parrocchie con la benedizione dei cavalli e dei fantini. Alle 11 ancora sbandieratori in piazza San Secondo. Alle 14 il Corteo Storico con oltre 1200 figuranti in costume sfila da piazza della Cattedrale a Piazza Alfieri con in testa il vincitore dell’anno scorso (Rione Santa Caterina) e il Capitano del popolo con il suo seguito a cavallo. Alle 16 inizia la competizione con le eliminatorie e la finale con i nove cavalli meglio piazzati. La novità di quest’anno è l’apertura del Museo del Palio, appena inaugurato in Palazzo Mazzola. Documenti, filmati, manifesti tracciano un percorso lungo otto secoli in quanto la prima notizia della corsa risale al 1275. Informazioni e programma completo su www.palio.asti.it.

COME CI SI ARRIVA

In autostrada: A21 Torino-Piacenza, uscite Asti Est e Ovest
In treno: Stazione di Asti sulla linea Torino-Alessandria-Genova