Visitare Recanati e lasciarsi trasportare dalla sua magia

Recanati, il borgo delle Marche ispiratore di poesie e melodie, con lo sguardo rivolto verso l’Infinito


di Alessandro Tavilla

Fare il giro completo delle mura antiche che racchiudono Recanati è un dovere – che strada facendo si trasforma in piacere – per chi davvero non vuole semplicemente “guardare”, ma anche capire, sentire, ascoltare cosa è Recanati.
E solo dopo essere stati attorno a queste mura, si potrà entrare davvero a gustare la città della poesia e del canto, e capire perché essa ha generato figli talentuosi quali il tenore Beniamino Gigli e soprattutto Giacomo Leopardi, portando quest’ultimo a scrivere dell’Infinito, in una poesia dai versi  fra i più celebri e splendidi mai creati.

Recanati

Tramonto visto dal colle dell’Infinito

UN DOLCE NAUFRAGIO

Recanati è un balcone naturale immenso, situato su una collina tipicamente marchigiana. Un balcone dal quale ci si può affacciare per chilometri, ammirando da un lato la sagoma lontana del Monte Conero che domina la riviera adriatica, oppure, girando la testa, perdersi fra le splendide e caratteristiche campagne marchigiane, dalle forme dolci e colorate in maniera armoniosa dal marrone chiaro-scuro mischiato al verde degli alberi e delle coltivazioni lungo i campi. Un’armonia che si diffonde in profondità e che davvero dona il senso di infinito allo sguardo. E fermarsi su qualcuna delle ringhiere poste su questa passeggiata attorno alle mura, dà proprio la sensazione di perdersi in questa immensità e,  come appunto scrisse Leopardi, annegar e naufragar dolcemente in questo mare.  E una volta in balìa di questo “naufragio” è allora piacevole lasciarsi trasportare dentro le mura quattrocentesche che delimitano l’antico abitato.

Recanati

LA PIAZZUOLA SABATO DEL VILLAGGIO E IL COLLE DELL’INFINITO

Suggestivo è l’ingresso in città da Porta Marina, bella costruzione settecentesca realizzata in onore delRecanatipassaggio di Papa Pio VI alla fine del XVIII secolo, per  addentrarsi tra le vie strette che sfociano di tanto in tanto in alcuni slarghi, tra cui obbligatoria è la tappa nella Piazzuola Sabato del Villaggio, fulcro dell’opera leopardiana.
Infatti qui ci si imbatte nel Palazzo Leopardi, dimora del poeta e della sua famiglia.
Il palazzo è divenuto da tempo un museo-biblioteca aperto al pubblico, in cui si può accedere visitando le varie stanze in cui sono suddivisi i tanti manoscritti. La biblioteca contiene circa 20mila volumi, e prevede fra gli altri le enciclopedie usate dalla famiglia, i testi teologici, e soprattutto le tante opere autografate di Giacomo, di cui si conserva anche lo scrittoio e il calamaio vicino alla finestra da cui ascoltava la voce di Silvia, celeberrima protagonista di una delle sue più belle composizioni poetiche.

Recanati Affacciandosi da questa finestra, quindi, si può ammirare la costruzione che era abitazione di “Silvia” e la piazzetta da cui udiva le voci che gli ispirarono i versi de “Il sabato del villaggio”.
Percorrendo la strada su cui sorge il palazzo, accanto al quale c’è anche il “Centro Nazionale di Studi Leopardiani”, dopo un piccolo tratto si giunge sulla cima del Monte Tabor, meglio conosciuto come Colle dell’Infinito, teatro di un panorama mozzafiato da cui nelle giornate più terse si scorgono anche i Monti Sibillini. Recanati

 E il passero solitario? – Ci si potrebbe chiedere, pensando ad altri versi famosi  -. Allora basta tornare indietro oltre Palazzo Leopardi  e la strada che lo costeggia, e dopo alcune centinaia di metri entrare dentro la Chiesa di S. Agostino, e ammirare una bella costruzione architettonica. All’interno c’è un suggestivo Chiostro, originariamente del XIII secolo, ma trasformato parzialmente nei  periodi seguenti. Prezioso però il valore storico e visivo di alcuni affreschi di Carlo da Camerino, che hanno resistito a queste modifiche. Qui si trova l’antica Torre Campanaria, detta anche appunto del “Passero Solitario”, ennesima fonte ispirativa.

recanatiRecanati

UN MUSEO DEDICATO AL TENORE BENIAMINO GIGLI

Proseguendo il cammino si giunge nel cuore della cittadina, raggiungendo l’ampia piazza principale, tipico esempio di strada-piazza, sede del Palazzo del Comune, ricostruito in chiave neoclassica, al cui centro fa bella figura di sé la statua dedicata al suo artista più illustre, e da cui spicca verso l’alto la duecentesca Torre del Borgo, tipica per la sua merlatura ghibellina, e per essere riconoscibile da chi osserva da lontano Recanati, risaltando fra le altre costruzioni.

Recanati Poco più in là, il Teatro Persiani, divenuto inoltre sede del Museo dedicato al grandissimo tenore Beniamino Gigli, apprezzato in tutto il mondo nella prima metà del ‘900. Al suo interno, durante un percorso allietato dalle melodie dell’artista, si possono apprezzare i suoi costumi di scena, i dischi e altri documenti audiovisivi dedicatigli. E da museo a museo, non si può andar via da Recanati senza averne scoperto anche l’arte pittorica, dopo quella letteraria e canora, conservata in buona parte nel Museo di Villa Colloredo Mels. Qui si può scoprire  Recanati sin dalla preistoria, passando per il medioevo, il rinascimento, l’ottocento, e i tempi contemporanei, con opere che hanno culmine nella zona rinascimentale grazie a Lorenzo Lotto e al suo splendido Polittico di San Domenico e alla meravigliosa Annunciazione, di recente esposta anche al Quirinale, vere opere simbolo di questa Pinacoteca, alle cui spalle si estende altresì per tre ettari un Parco verde attrezzato.

Recanati
UNA STORIA CHE CONTINUA…

Ma Recanati non finisce qui, è sempre una scoperta continua, al suo interno è ancora piena di chiese, tra cui la cattedrale di S.Flaviano dove è conservata la tomba di Papa Gregorio XII, uno dei pochissimi pontefici sepolti lontano dal Vaticano, ed opere semi-nascoste e piene di storia, e attorno alle sue mura è sempre consigliabile passeggiarci perché si scoprirà sempre qualche “infinito” nuovo, attorno a quelle mura fatte di mattoncini che diventano rosso fuoco quando sono percorse dal Sole che cala. Ne vale la pena di scoprirla e gustarla così.
Perché alla fine – ci conceda questa deroga grammaticale il sommo poeta – si possa dire: “e il naufragar m’è stato dolce in questo mare”.

                                                                                                                            

INFO

www.comune.recanati.mc.it/
www.giacomoleopardi.it/index.htm
www.beniaminogigli.it/index.html

Collocazione geografica:
https://maps.google.it/maps?q=recanati&ll=43.403052,13.550262&spn=0.54477,1.234589&hnear=Recanati,+Macerata,+Marche&t=m&z=10

Come arrivarci:
in treno: scendere alla stazione di Porto Recanati. Da stazione Porto Recanati coincidenza pullman per Recanati (http://www.contram.sinp.net/)
in auto:  Autostrada A14, uscita Porto Recanati/Loreto, poi percorrere la SP24

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