Un Villaggio Fantasma lungo le Strade della Libertà

Un villaggio Fantasma al confine fra Piemonte e Liguria, l’affascinante borgo di Avi, in provincia di Alessandria, abbandonato dagli anni ’50


Di Debora Bergaglio

Per arrivare sino in questo villaggio fantasma, dove un tempo famiglie, giovani e bambini abitavano questo angolo di paradiso e coltivavano la terra, dobbiamo dirigerci verso la meravigliosa Val Borbera, in provincia di Alessandria, precisamente nel Comune di Roccaforte Ligure, ancora oggi dominato dai ruderi di un castello appartenuto alla famiglia Spinola.

villaggio fantasma Avi

DAL BOSCO DEI NARCISI

Per raggiungere il Villaggio Fantasma di Avi, il nostro punto di partenza è la bella Chiesa di S. Giorgio, proprio accanto al bosco dei narcisi, un meraviglioso anfiteatro naturale che durante l’estate si anima per ospitare la tradizionale Fiera di S. Fermo (11 agosto), ritrovo per tanti appassionati che giungono sin qui a cavallo dalle terre limitrofe. Lasciando la macchina nel piazzale della Chiesa imbocchiamo il sentiero segnalato dal Cai e ci dirigiamo verso il borgo di Avi lungo un percorso panoramico a filo di costa sulla bellissima vallata, tutta puntellata di piccoli borghi ancora abitati, sebbene da poche persone rispetto alla popolazione che qui viveva fino agli anni ’60.

A FILO DI COSTA

La fitta vegetazione e la vista così ampia e spaziosa sui monti del territorio rendono l’escursione al villaggio fantasma (circa un paio d’ore) ancora più piacevole. Probabilmente incontreremo qualcuno lungo il cammino, essendo fine settimana. Per quanto abbandonato, Avi è infatti molto conosciuto dagli abitanti del territorio e non solo e continua ad esercitare un certo fascino sui suoi visitatori, che tendono a tornarvi.

villaggio fantasma Avi

ALL’OMBRA DEL CASTELLO

villaggio fantasma Avi Passando in prossimità del Castello, o per meglio dire a quel che ne resta, si arriva ad un bivio che scende in basso verso Avi (segnavia CAI 256).

Abbandoniamo la via principale consapevoli che stiamo per entrare in un altro mondo, in un altro tempo.

La segnaletica ci ricorda intanto che stiamo calpestando le “Strade della Libertà”, percorso segnato da pannelli che raccontano le vicende partigiane, molto intense in tutta la Val Borbera che costituiva la VI zona ligure.

Anche Avi è stata protagonista di questa Resistenza tenace e sofferta, costituendo uno degli avamposti in cui le forze partigiane si organizzavano e agivano per difendere il territorio e la libertà.

IL FASCINO DELL’ARCHITETTURA RURALE

aviAd un tratto, tra la fitta e ricca vegetazione che nessuno tiene più a bada, come facevano un tempo i contadini, si scorgono i resti di una casa, a segnalare la prima borgata di Avi, divisa in due parti appunto: Avi superiore ed inferiore.

Le famiglie di questo villaggio fantasma portavano essenzialmente due cognomi: Rebuffo e Tegaldo. Passando fra i ruderi, una volta arrivati, si resta affascinati dall’architettura rurale che abbina sapientemente pietra e legno, rendendo archi, pozzi e abitazioni vere e proprio opere d’arte.

Siamo in un villaggio di pietra, avvolto da una natura selvaggia che con le sue radici sembra quasi voler sorreggere i resti delle abitazioni, a ricordo di ciò che fu Avi per questo territorio. Intere facciate avvolte da fusti di alberi, liane e anche radici che sembrano proteggere o anche inghiottire, o ancora nascondere la memoria, a seconda del punto di vista.

villaggio fantasma Avi

LA VITA E I SUOI AMBIENTI CONTADINI

Ci colpisce molto vedere la mezza facciata della Chiesa, un equilibrio spezzato in cui il tempo ha già cancellato una parte di quello che doveva essere il fulcro della comunità, il luogo di preghiera, di incontro, di consolazione per quella dura vita fatta di sacrifici.

villaggio fantasma Avi
E poi ancora pozzi, cantine dove ancora si trovano le botti del vino, camini, solai, travi a vista, e le meravigliose mangiatoie per gli animali, che tutti avevano per il proprio sostentamento. Stalle così belle e ancora così vive, come se gli animali dovessero tornare per compiere il loro lavoro nei campi. Ci sono ancora alberi da frutto qui intorno, e addirittura un braciere di qualcuno che ha recentemente acceso un fuoco.  Visitatori che compiono un escursione nel tempo, guardano, visitano, poi si fermano ad assaporare il silenzio, le energie sospese nell’ aria, i suoni della natura.

SOSTA GOLOSA IN VAL BORBERA

Al rientro da questa bella escursione, ci viene un certo languorino e pensiamo che potremmo fermarci uno dei molto ristorantini, trattorie e agriturismi presenti in questi borghi.

I più vicini a noi, nel Comune di Roccaforte, sono il Ristorante Alpi di Borassi, bellissimo locale interamente recuperato secondo l’architettura locale e il Caseificio Agriturismo Valle Nostra, a Mongiardino Ligure.

NOTE: Con il contributo e gli scatti fotografici di: Vittorio Puggioni (www.vittoriopuggioni.it)

INFO

Come si arriva:

Autostrada A7 Milano/Genova uscita Vignole Borbera/Arquata – strada provinciale della Val Borbera sino a San Nazzaro – Bivio per Rocchetta Ligure e proseguire per la strada provinciale sino Roccaforte Ligure
• dalla Liguria : autostrada A7 Genova/Milano uscita Isola del Cantone direzione Roccaforte
• in alternativa: da Arquata proseguire per Varinella, Grondona e Roccaforte

Caratteristiche dell’itinerario:

Partenza dal piazzale della Chiesa Parrocchiale
• Dislivello in salita: 250 m. circa
• Tempo di percorrenza: sino ad Avi ore 1,30

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