Nei paesi di Don Camillo e Peppone

Reggio Emilia vale una sosta di qualche giorno in più, perché dopo aver visitato la città, ci si può muovere nei  dintorni, che sicuramente riservano più di una sorpresa. Ora che la bella stagione lo consente, visitare i paesi circostanti in bicicletta, è un  modo rilassante e piacevole, tenendo conto che il percorso è pianeggiante a prova di principiante.

IL PAESAGGIO FLUVIALE DELLA BASSA REGGIANA E LA CICLOVIA

Si raggiunge lo storico porto turistico di Borretto sul Po, al quale si sono aggiunti due attracchi attrezzati a Guastalla e Luzzara.  A Boretto hanno  base operativa due motonavi turistiche, Stradivari e Padus, che possono essere prenotate da  comitive o singoli escursionisti  e che propongono diversi  itinerari alla scoperta del paesaggio fluviale della bassa reggiana, risalendo attraverso il parco naturale del Mincio fino a sfociare nei laghi di Mantova.

 

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Da Borretto parte una ciclovia che racchiude in un percorso di circa 20 km i paesi di Borretto, Brescello, Gultieri e Guastalla. (Presso gli  uffici del Turismo e le Apt si trovano  delle ciclo mappe in cui sono rappresentati i percorsi principali e le varianti secondarie che collegano i vari centri della pianura reggiana, passando per i punti di maggiore interesse culturale o naturalistico).
 

BORRETTO: UN BALCONE SUL PO

Borretto è un balcone affacciato sul Po e il suo porto è sicuramente il più importante e caratteristico  del grande fiume. Terra abitata dai Celti, dai Galli e dai Romani è stata sede anche di insediamenti veneti. A testimonianza di questo importante passaggio, la Basilica consacrata a San Marco, espone un imponente “Leone Marciano” dono della città di Venezia. Da visitare: la Piazza San Marco con la Basilica Minore di San Marco Evangelista e la torre Civica, Le chiese di San Rocco e di Santa Croce, gli Impianti Idrovori del Consorzio di Bonifica Parmigiana-Moglia costruiti dal 1920 al 1930, il  Museo del Po e della Navigazione. Tra i prodotti tipici da comprare o quanto meno da assaggiare troviamo la famosa cipolla borettana. Coltivata come attestano le cronache, sin dal Medioevo, la cipolla si può consumare anche sotto aceto e sott’olio,  ha un gusto molto delicato ed è molto apprezzata anche sui mercati esteri.

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Guastalla: lido e attracco

A BRESCELLO CON DON CAMILLO E PEPPONE

A 3 soli km di distanza incontriamo Brescello. Anch’essa fondata dai Galli divenne più tardi una colonia romana e un importante porto sul Po. Alla fine del XV secolo Brescello entro a far parte del Ducato di Ferrara per poi passare fino al 1860 al Ducato Estense di Modena.  Ma oggi giorno Brescello è conosciuta soprattutto per le avventure dei due famosi  personaggi usciti dalla penna di Giovanni Guareschi: il “robusto” parroco Don Camillo e l’agguerrito  sindaco comunista Peppone. Il Museo Peppone e Don Camillo, è indubbiamente una delle maggiori attrattive turistiche, ma tutto il  paese, con le sue vie e le sue piazze, comprese le rive del Po, è un set cinematografico a cielo aperto.

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Il Museo di Don Camillo e Peppone a Brescello

GINO CERVI E FERNANDEL GUIDANO ALLA SCOPERTA

Qui si possono percorrere i luoghi in cui sono stati ambientati i celebri film interpretati dagli attori Gino Cervi e Fernandel. Un riferimento alla specialità gastronomica di Brescello, la famosa Spongata Reggiana, un dolce da forno di pastafrolla ripieno di miele, mandorle, pinoli e uva sultanina. risale addirittura a un  documento ufficiale del  1454. In una lettera inviata al Duca di Milano, Francesco Sforza, appare la dicitura “le spongate di Berselo”. Le antiche ricette consigliavano di accompagnare la spongata con il liquore Anisetta, un abbinamento ancora oggi considerato tra i più riusciti della gastronomia reggiana.

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dolce tipico: la spongata

GUALTIERI: IL FASCINO DELL’ARTE

Solo 7 km di pedalata separano Brescello da Gualtieri. Come molti altri paesi della bassa reggiana, è di probabile origine romana. Durante la dominazione dei Bentivoglio conobbe il suo periodo di massimo splendore. Fu in quest’epoca che prese avvio la grandiosa opera di bonifica dei territori gualtieresi che permise la regolamentazione delle acque. Si visita Piazza Bentivoglio, considerata una delle più belle piazze d’Italia e il Palazzo Bentivoglio con il suo splendido salone dei Giganti decorato da artisti della scuola del Carracci, la Torre Civica, il Pozzo del ‘700,  il Palazzo Greppi, il Ponte delle Portine e infine il Museo e Centro Studi Antonio Ligabue.

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Gualtieri

LIGABUE: PITTORE SOPRA LE RIGHE

Questo grande pittore, personaggio inquietante, chiamato da tutti “Al Matt” ( il matto) riposa nel piccolo cimitero di Gualtieri, paese dove ha vissuto rintanato tra gli alberi, le nebbie e le calure della Bassa Padana, in compagnia dei suoi quadri e delle sue ossessioni maniacali. Sulla sua  lapide troneggia la maschera funebre in bronzo ad opera di Mozzali.  Ma la storia di Antonio Ligabue è interessante ascoltarla dalla viva voce di chi  l’ha conosciuto personalmente,  e che nei periodi bui, prima della notorietà  di cui l’artista non ha mai  saputo godere, gli ha offerto un piatto di minestra. Aneddoti sul pittore raccontati dal proprietario  e ottimo cibo della tradizione emiliano – romagnola,  sono il motivo di una sosta per pranzo al Ristorante A. Ligabue, edificio storico del 1700 già stazione di posta e ristoro per i corrieri  del tempo.

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GUASTALLA: RESPIRO DI NATURA

Dopo una manciata di chilometri in un percorso sempre pianeggiante si raggiunge Guastalla. L’importanza di questa località  è documentata dal fatto che nella Chiesa della Pieve si tennero nel 1095 un Sinodo e un Concilio. Ma fu sotto la dinastia dei Gonzaga che Guastalla tocco l’apice del suo splendore artistico e urbanistico con la costruzione di palazzi, chiese, conventi e cinte murarie. Guastalla ha senza dubbio un grande respiro per quello che riguarda le opportunità di percorsi attrezzati e luoghi naturali.

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Seguendo i sentieri tracciati è possibile cogliere le atmosfere del Po, la sua fauna e la sua flora. Un esempio su tutti L’Oasi della Crostolina e l’Isola del Peccato. Nel 1987, per iniziativa dei soci della cooperativa Eden iniziarono i lavori per salvaguardare dal degrado la golena e quello che rimaneva degli antichi paleo alvei del Po e del Crostolo per reimpiantare essenze arboree ed arbustive tipicamente padane. Ora nelle zone umide dell’Oasi si possono ammirare olmi, pioppi, salici, ontani e farnie.  Nel sottobosco il rarissimo campanello estivo. Un paradiso per nitticore, garzette e aironi cenerini.

Per il ritorno alla base si possono scegliere diverse opzioni: riprendere il percorso al contrario pedalando  fino al punto di partenza, oppure caricare la bicicletta sulla motonave all’attracco di Guastalla e percorre il tratto di fiume fino a Borretto, altrimenti è possibile utilizzare la linea ferroviaria che da Guastalla raggiunge la stazione di Reggio Emilia.

 

INFO

www.infrastrutturefluviali.it

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