Salento, la vacanza felice

Dall’Adriatico allo Ionio per ritrovare il sorriso alla scoperta di un Salento minore e affascinante, fatto di tradizioni, bella gente, mare, sole, vento e buon cibo. Un antistress naturale che unisce vacanza e benessere psico fisico


Di Debora Bergaglio

Le tappe del nostro viaggio in Salento:

  • Melendugno, le sue tradizioni e la Masseria Limbitello
  • La spiaggia di Torre del’Orso e le due sorelle
  • Acaya, la città ideale del rinascimento e la trattoria del Sig. Oliviero
  • Ceglie Messapica e le grotte di Montevicoli
  • Torre San Giovanni e il Vivosa Apulia Resort

Chi di noi non vorrebbe partire per una vacanza all’insegna della felicità? Un soggiorno antistress per liberarsi dalle preoccupazioni quotidiane e dai problemi di cuore? Un po’ come ha fatto Liz, la protagonista del fortunato Best Seller “Eat pray love” (mangia prega ama), di Elizabeth Gilbert, che trascorre 4 mesi in Italia per coccolarsi con buon cibo, arte e bellezza. La mia vacanza felice e antistress, sebbene molto più breve, mi ha portato per qualche giorno alla scoperta di un Salento ricco di fascino, tradizioni, buona cucina e naturalmente: mare, sule e jentu (mare, sole e vento).

Salento

Destinazione Puglia, quindi, da visitare in una stagione meravigliosa e di passaggio: l’autunno, per godere appieno della bellezza dei luoghi, senza la folla e l’afa di luglio e agosto, ma con tutta la magia dei mesi di settembre e ottobre. Il mio viaggio parte dal versante adriatico per poi approdare allo Ionio, seguendo la rotazione del sole da est ad ovest. Ciò mi consente di godermi l’alba sull’Adriatico, facendo il pieno di energia, e raccogliere tutte le mie sensazioni di fronte ad uno spettacolare tramonto sullo Ionio.

Da Melendugno, e la splendida spiaggia di Torre dell’Orso, ad Acaya, poi Ceglie Messapica e la Valle d’Itria, per approdare, già felice e rilassata, a Marina di Ugento e Torre S. Giovanni. Ogni tappa un sapore, un colore, una forma che rimane impressa nella memoria, coccolando tutti i sensi, circondati da un’atmosfera calda ed ospitale. Proprio da qui voglio partire, dall’ospitalità. Il piatto forte di questa Regione e del Salento in particolare, capace di fidelizzare tanti visitatori che tornano e diffondono il verbo. Ed è per questo, oltre a tanti altri aspetti, che la Puglia continua a crescere, dal punto di vista del flussi turistici.

SOGGIORNO IN MASSERIA

La mia base è la Masseria Limbitello sulla provinciale tra Melendugno e Torre dell’Orso, vicinissima alle spiagge sabbiose del Salento, soprattutto a quella di Torre dell’Orso, affascinante baia con i faraglioni delle due sorelle. La pace ed il relax iniziano da qui, dalle camere di questo agriturismo di charme, un piccolo gioiello nascosto tra gli ulivi, immerso nella pace, sapientemente ristrutturato dai proprietari, che hanno reso questa struttura masserizia quasi un piccolo borgo. Con la sua ampia piscina, gli archi, il bellissimo forno antico, i giardini con gli alberi da frutto, le camere di una bellezza semplice ed essenziale, la luce riflessa dalla splendida pietra leccese; con tutto questo la Masseria Limbitello dona pace e serenità a chiunque decida di soggiornarvi. Nei suoi ambienti curati si nota la mano esperta del nonno ingegnere, mentre nei meravigliosi giardini ricchi di piante, fiori e frutti si sente l’amore del figlio agronomo. E mentre Angelo, il più piccolo di casa, scorrazza da una parte all’altra, la madre delizierà il vostro palato con la buonissima torta di kamut e zucchero di canna, da non perdere. In un luogo così verrebbe voglia di non spostarsi nemmeno, ma il desiderio di esplorare è troppo forte per restare fermi. Ecco quindi cosa vedere nei dintorni.

LE SPIAGGE DI TORRE DELL’ORSO

Chiedete le bici alla masseria e dirigetevi verso la bellissima spiaggia di Torre dell’Orso, una delle cinque bellezze marine del Comune Melendugno, insieme a Roca Vecchia, San Foca, Torre Sant’ Andrea e Torre Specchia. Solo pochi chilometri sotto il sole per ammirare un’insenatura davvero splendida, in quelli che vengono definiti i “Caraibi del Salento”. Si tratta di una delle località più amate dai salentini e non solo, e capirne il motivo non è difficile. Il suo mare calmo e le acqua cristalline gli hanno valso la Bandiera Blu e le Cinque Vele Legambiente, a testimonianza della qualità delle acque e del clima. I faraglioni delle due sorelle, poco distanti dalla spiaggia e raggiungibili a nuoto, completano questo paradisiaco quadro dal quale non si vorrebbe più uscire. E dopo il bagno, è d’obbligo una tappa al Bar Pasticceria Dentoni, per gustare un favoloso pasticciotto artigianale e tante altre specialità locali.

LE TRADIZIONI DI MELENDUGNO

Melendugno

Come scrivo sempre, il modo migliore per conoscere davvero l’anima di un territorio, è vivere le sue tradizioni. Se capitate a Melendugno intorno a metà settembre, non perdetevi lo spettacolo dei fuochi d’artificio per la Festa in onore di San Niceta con le vie del centro addobbate dalle tipiche luminarie e l’ esibizione della banda in piazza. Le luminarie salentine sono ormai famose anche all’estero e se non le avete mai viste resterete stupiti dall’abilità di questi veri e propri artisti delle luci. Vi trovate a circa metà strada tra Lecce ed Otranto, nel paese che deriva il suo nome dal miele pregiato (Melendugno), un’ottima base per visitare il Salento, approfittando delle sue strutture tipiche e deliziose, come il B&B L’Ape Trachi,  le Masserie: I Baronali, Tenuta Kiryos, Borgo Sentinella, Bosco Mazza,  i B&B Tenuta Calitre e l’agriturismo Antares.

ACAYA, LA CITTA’ IDEALE DEL RINASCIMENTO

Nel Comune di Vernole, a circa 10 km da Lecce, si trova un piccolo gioiello rimascimentale ancora poco conosciuto. Una perla dell’Italia minore da scoprire e valorizzare; un esempio originale di città fortificata che ha resistito ai secoli e alle guerre, per restare intatta fino ai giorni nostri. Il borgo di Acaya, con il suo castello, il centro storico e le cinta murarie percorribili, vale una visita approfondita e magari anche un giro alla Riserva naturale le Cesine.

Acaya

Passeggiare tra le vie e le piazze geometriche di questa fortezza avvenieristica per il suo tempo, è già di per sè un’esperienza speciale. Tutto merito di Gian Giacomo dell’Acaya, regio ingegnere militare di Carlo V,  che fortificò il paese, allora chiamato Segine, facendolo divenire l’attuale Acaya (1535). Un borgo perfetto, come potrete vedere voi stessi, già a partire dalla monumentale porta d’accesso, in cui si scorgono le insegne imperiali di Carlo V e sopra, di epoca successiva, una statua lapidea di sant’Oronzo, protettore di Acaya.

Da non perdere, poi, l’esperienza di una cena alla Trattoria Acaya di Carlino Oliviero, che grazie alla sua Chef è stato tra i primi vincitori della fortunata trasmissione la Prova del Cuoco. Qui potrete trascorrere una bellissima serata tra buona cucina e ottima ospitalità, (vi consiglio di ordinare la tajeddha, piatto tipico a base di riso, cozze e patate), chiacchierando con il simpatico Sig. Oliviero ed il suo accogliente staff, che vi illustrerà con entusiasmo e competenza la storia di Acaya, nel suggestivo dehors del locale, sotto le stelle e tra le profumate piante del giardino. E tra vino e buona compagnia, potreste anche avere la fortuna di ascoltare il canto straordinario della soprano Rosanna Mancarella fare da sottofondo ai versi della poetessa Giovanna Politi, che in alcune serate arricchiscono l’atmosfera del locale di musica e poesia, rendendo indimenticabile una cena ad Acaya.

CEGLIE MESSAPICA

Sarà per via dell’energia emanata dalle pietre secolari e dagli ulivi millenari. Sarà per l’eleganza delle sue case bianche e dei palazzi gentilizi, o forse per quel buon profumo di biscotto appena sfornato, il biscotto di Ceglie. Sono tanti i buoni motivi per visitare questa cittadina di 21 mila anime, patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO, adagiata a sud dell’altopiano delle Murge tra la Valle d’Itria e il Salento, a soli 11 km da Ostuni, nella Provincia di Brindisi.

Salento, Ceglie Messapica

Ci troviamo nella zona che conta la più alta densità di trulli del territorio; una tappa importante e direi quasi obbligata per chi desidera conoscere l’anima della Puglia, al di fuori dai consueti circuiti turistici. Infatti qui, tra vicoli, strade e piazze disegnate dalla bella ed elegante pietra cegliese, è facile sentirsi rapiti dalla bellezza di gioielli come il Castello Ducale, dove ha sede la Pinacoteca Emilio Notte, (uno fra i massimi esponenti del futurismo italiano nato proprio a Ceglie) e la Biblioteca Pietro Gatti, custode di antichi libri di pergamena, molte enciclopedie e titoli dei migliori autori della letteratura italiana e straniera. A completare il polo museale di Ceglie, chiamato “SISTEMA MUSEALE Gusto d’Arte”, vi segnaliamo il Museo archeologico, dove sono esposti i più raffinati vasi della civiltà greco-messapica, provenienti anche da collezioni private, e il Museo di Arte Contemporanea utilizzato anche per laboratori.

Ringrazio il Vice Sindaco Angelo Palmisano, per avermi illustrato le bellezze e le peculiarità di Ceglie Messapica, l’Assessore Angelo Maria Perrino per avermi accompagnato ed assistito lungo tutto il viaggio,  e il Prof. Scatigna Minghetti Gaetano per avermi spiegato la storia di questa cittadina ricca di fascino.

LE GROTTE DI MONTEVICOLI

A pochi chilometri dal centro di Ceglie, si trovano le grotte di Montevicoli, uno scrigno naturale che ricorda, in miniatura, le più famose grotte di Castellana. Da poco riaperte al pubblico grazie ai lavori di risistemazione e messa in sicurezza con i fondi europei interecettati dall’amministrazione comunale, le grotte carsiche consentono un percorso di circa 100 metri e sono visitabili il sabato e la domenica. Da non perdere una visita guidata e le iniziative organizzate dal Comune, che di tanto in tanto, durante l’anno, organizza visite notturne muniti di torcia, per ammirare, in un’atmosfera di grande suggestione e fascino, forme e colori che stalattiti e stalagmiti a colonna hanno realizzato nel corso dei millenni.

La guida Gianfranco Caroli ci ha illustrato con passione e pazienza la storia e le caratterische delle GROTTE DI MONTEVICOLI

TAPPE GOLOSE A CEGLIE MESSAPICA

Tappe golose di questa visita a Ceglie Messapica sono senza dubbio la famosa Med Cooking School, la scuola internazionale di cucina (unica sede meridionale di Alma), che attira futuri chef da tutto il mondo, il vicino ristorante “Cibus”, il piccolo forno di Allegrini dove assaggiare il biscotto di Ceglie e infine la trattoria Rosticerria “La cucina della nonna”, dove trascorrere una piacevole serata in compagnia della cucina tipica locale, servita da uno staff accogliente e cortese.

TORRE SAN GIOVANNI, ATISTRESS ACADEMY

Vivosa Apulia Resort

Ed eccomi qui, finalmente sullo Ionio, pronta a gustarmi il tramonto. L’ultima tappa salentina di questo viaggio in Salento mi porta nel Parco Regionale Litorale di Ugento, a Torre San Giovanni, ospitata nel bellissimo Vivosa Apulia Resort (ex Iberotel Apulia Resort). Fra relax, mare, sole e un forte vento a spazzare via ogni pensiero, in questo eco resort di 333 camere ho sperimentato cosa significhi raggiungere il benessere psico fisico ed emotivo.

Merito di un singolare corso chiamato “Unique antistress quality”, inserito in una Antistress Academy, che rende questo angolo di paradiso un luogo vocato al benessere più completo della persona. Guidata da alcuni esperti del settore: lo psicologo Mirco Turco e gli antistress coach Simon Elliot e Myra Evans, ho misurato il livello di stress e seguito alcuni corsi, durante la giornata, per rilassare corpo e mente, focalizzandomi sulle mie energie più positive. Un lavoro non privo di impegno, ma reso più semplice dalla bellezza di questo eco resort, in cui ogni angolo è pensato in un’ottica di benessere e le iniziative mirano ad offrire un modello utile per la vita di tutti i giorni. Per questo motivo la struttura offre soggiorni anti stress per singoli, coppie, famiglie, ma anche per manger e dirigenti d’azienda desiderosi di migliorare le performance dei loro collaboratori e di tutta la squadra aziendale.

cena di gala, Vivosa Resort

La mia vacanza in Salento si chiude quindi in bellezza, trascorrendo le giornata nel centro benessere del Vivosa Resort, passeggiando da un capo all’altro della spiaggia di Torre San Giovanni, deliziando il palato con il ricco buffet di specialità locali, praticando sport nella vicina pineta verso il mare, incontrando e chiacchierando con le mie “guide” antistress Mirco, Simon e Myra, ed infine, partecipando alle eleganti feste serali sotto il cielo stellato del Salento.

Ecco, se dovessi descrivere una vacanza felice, racconterei esattamente questo.