Il Museo d’impresa Casa Martini, un tuffo nella storia dell’enologia

Nel paesino di Pessione, nel Comune di Chieri, esiste dal 1864 uno storico stabilimento della Martini & Rossi e da cinquantasei anni anche il Museo d’impresa di Storia dell’Enologia, un piccolo mondo in cui si raccontare la passione del fare impresa


Di Fabrizio Capra (ha visitato per noi il museo d’impresa Casa Martini a Pessione)
Foto di Luca Schillaci

Esiste un paesino nel Torinese attraversato da una via dove si affacciano la Chiesa, la scuola materna, la scuola elementare e che conserva una testimonianza medievale risalente a prima dell’anno mille ora trasformata in villa privata. Ha una stazione propria dove si fermano pochi treni al giorno, trentasei in tutto, diciassette in una direzione e diciannove nell’altra.

Questo paese, frazione di Chieri, nell’area metropolitana di Torino, è famosissimo perché dal 1864 ospita sul suo territorio, proprio di fronte alla stazione ferroviaria, lo storico stabilimento della Martini & Rossi e da cinquantasei anni, all’interno della sua area, il Museo d’impresa di Storia dell’Enologia. Stiamo parlando di Pessione, la testimonianza medievale è Castelguelfo e la via che lo attraversa è intitolata, chissà come mai, a Martini e Rossi. (Per spunti su cosa vedere nei ditorni CLICCA QUI )

CASA MARTINI: TRASMETTERE IL SAPERE E LA CULTURA D’IMPRESA

Varcato il cancello, situato sull’angolo, incrocio di due strade, ti immergi immediatamente in una atmosfera scandita da un luogo che ha fatto la storia industriale italiana, e che ancora oggi rappresenta, fedele alla tradizione ma senza perdere di vista il futuro. Una realtà unica che deve essere “assaporata” portando il dovuto reverenziale rispetto, una realtà composta da tanti “momenti” tra cui il già citato “Museo di Storia dell’Enologia” e l’area espositiva denominata “Mondo Martini” facenti parte di quello che è “Casa Martini”, otto ambienti caratterizzati per singole funzioni, ma tutte facenti parte di un unico progetto: trasmettere quello che è il sapere e la cultura d’impresa di questa importante struttura imprenditoriale.

Pessione_MuseoStoriaEnologia
Nell’accogliente cortile, prima di entrare nel museo, il visitatore può ammirare un “cimelio” della motoristica, la Lancia Delta con cui la coppia Miki Biasion – Tiziano Siviero ha partecipato a numerosi rally diventandone Campioni del Mondo. Quindi si entra nelle antiche cantine, fatte di mattoni a vista e cornice ottimale per farsi coinvolgere in questo percorso tra i cimeli che raccontano la bimillenaria Storia dell’Enologia, oltre 600 pezzi che spaziano dal mondo antico, quello greco e latino (VII secolo avanti Cristo), fino alla metà del secolo scorso.

Quindici sale che raccolgono e mettono in mostra testimonianze di questo mondo enoico fatto da pezzi dalla bellezza unica e dal grande valore storico, un museo nato nel 1961, centenario dell’Unità d’Italia, dalla raccolta privata di Lando Rossi di Montelera, nipote di Luigi Rossi, fondatore di questo impero che nel corso degli anni si è andato ad arricchire per farne un vero e proprio viaggio nel tempo.

L’ESPOSIZIONE FRA AREA ARCHEOLOGICA ED EPOCA MODERNA

Idealmente possiamo suddividere questa esposizione in due sezioni. Le prime sette sale costituiscono l’area archeologica: anfore, vasi, filtri, coppe di splendida fattura, testimonianza della cultura del vino dall’Antico Egitto, alla Grecia classica fino alla tarda latinità.

Le altre otto sale, invece, conservano reperti dell’epoca moderna, dal Sei-Settecento al Novecento: torchi monumentali, carri da cerimonia, tini, alambicchi, preziosi oggetti in argento o cristallo, realizzati dalle manifatture di tutto il mondo.
Proviamo ora ad analizzare rapidamente le singole sale con l’aiuto della guida presente sul sito del  Museo (che ho spudoratamente copiato):
Sala 1 – Ingresso: gli espositori circolari che aprono l’itinerario contengono pochi selezionati oggetti, scelti a rappresentare l’eccellenza dell’intera raccolta, come ad esempio alcuni vasi in terracotta dell’Antico Egitto.
Sala 2 – Cantina Romana: l’ambiente è dominato da grandi recipienti in terracotta i “dolia” utilizzati per la fermentazione dei mosti. Altre anfore più piccole a fianco (seria, seriola, …) erano impiegate per l’invecchiamento e il trasporto dei vini.
Sala 3 – Banchetti: la sala parla del rito sociale per eccellenza: il banchetto. Attorno a noi grandi vasi di tre tipologie: le “idrie”: usate per contenere l’acqua portata sulla mensa le “anfore vinarie”: per il trasporto del vino i “crateri”: servivano per miscelare il vino, prima di servirlo, con una prestabilita quantità di acqua (era inoltre praticata l’aromatizzazione dei vini, sia dai Greci che dai Romani).
Sala 4 – Filtri: i vini dell’antichità erano sovente aromatizzati. Di qui l’esigenza di filtrarli attraverso colini e filtri di fogge diverse.
Sala 5 – Attingitoi: durante il convivio il vino era prelevato dai crateri e travasato nelle coppe dai servitori, grazie ad una serie di attingitoi. Questi oggetti si possono ascrivere a tre categorie: tazze, brocche e mestoli. Questa sala presenta una preziosa varietà di esempi.
Sala 6 – Coppe e bicchieri: eccoci finalmente alle coppe e ai bicchieri dell’epoca antica. Ne esisteva una gran varietà: ovunque se ne producevano di sontuosi e di economici, in terracotta come in metallo.
Sala 7 – Vetri romani: a coppe e calici di ceramica si affiancarono, a partire dai primi secoli dopo Cristo, i vetri soffiati. Quelli in esposizione appartengono all’Età Imperiale Romana (primi secoli dopo Cristo).
Sala 8 – 9 – 10 – Sala dei Torchi: dopo le sale archeologiche, comincia ora la parte dedicata alla storia enologica dell’epoca moderna. In quattro ambienti sono sistemati grandi torchi datati tra Sette e Ottocento e provenienti in gran parte dal Piemonte.
Sala 11 – Carri da cerimonia e da vendemmia: come testimonianza della vita contadina italiana, i carrelli agricoli esposti nel museo sono anche opere d’arte, riccamente decorate dai maestri di carrelli del passato.
Sala 12 – Argenti cristalli e vetri: una vera e propria “camera del tesoro” del museo. La sala propone un excursus tra gli accessori legati al modo di presentare il vino nell’età moderna. Argenti e cristalli provengono dalle più rinomate manifatture europee, in un arco temporale che va dal 1600 a fine ‘800 e oltre.
Sala 13 – Sala Luigi Rossi: la sala è dominata dalla mole di alcuni strumenti adoperati da Luigi Rossi, uno dei fondatori della Martini, Sola & C., la società che sarebbe poi diventata Martini & Rossi nel 1879.
Sala 14 – Torchio: chiamata così per il grande torchio di 11 metri di lunghezza datato 1721. Sono visibili anche altri macchinari enologici.
Sala 15 – Sala curiosità: in questa sala trovano oggi posto varie collezioni, unite dal denominatore comune dell’inconsueto, oltre che dall’uso legato alla cultura del vino. Di questa composita miscellanea segnaliamo le due raccolte che emergono per rarità e completezza: quella delle bottiglie figurate e il nutrito gruppo dei cavatappi storici.

Pessione_MuseoStoriaEnologia

La visita può essere arricchita scoprendo quello che è il “Mondo Martini”, una esposizione dove si possono trovare le prime bottiglie, la storia dei fondatori, oggetti e documenti che raccontano questa grande impresa italiana. Un insieme di testimonianze che catalizzano intorno a se aspetti culturali, economici, sociali e di costume. “Un viaggio nel tempo, con lo sguardo rivolto al futuro”, proprio come recita la brochure di presentazione di questa realtà. La scoperta della Martini & Rossi non si ferma qui: visite guidate, altri spazi come la terrazza o la botanical room, inoltre masterclass che vengono organizzati presso la “Bar Academy”, alla quale si accede attraversando una botte da ventimila litri, vuota naturalmente.

Un mondo veramente tutto da scoprire e da… assaporare!

INFORMAZIONI

CASA MARTINI c/o Stabilimento Martini & Rossi
Piazza Luigi Rossi, 2 – 10023, Pessione di Chieri (TO)
Contatti: tel.: 011.94191 (reception) – fax: 011.9419324
mail: casamartini@bacardi.com -a web: www.visitcasamartini.com

Come arrivare
Pessione di Chieri si trova a circa 15 Km da Torino. Dalla città si può raggiungere in auto (percorso di 30-40 minuti) o utilizzando la linea ferroviaria Torino-Genova (tratta di 30 minuti, frequenza diurna dei treni ogni ora circa).

Parcheggi
Un’ampia area per il parcheggio dei mezzi si trova sulla strada per Riva presso Chieri, a circa 80
metri dall’ingresso principale.

MUSEI
Apertura: lunedì – venerdì 9/18 – sabato e domenica 10/18 (ultimo ingresso ore 17)
Chiusura: due settimane centrali di agosto, 25-26 dicembre, 1 gennaio.
Visite Musei
Self Tour con audioguida e degustazione oppure prenota la tua visita guidata con aperitivo.
Le visite si tengono in lingua italiana o inglese (altre lingue previo accordo).
Accessi facilitati per i visitatori svantaggiati.
Corsi Bar Academy
Per info costi su “Mixology Class” e “Make Your Own Vermouth Programme” contattare Casa Martini