Meraviglie d’Italia: il borgo calabrese di Pentedattilo

Pentedattilo, l’antico borgo abbandonato e adagiato su una roccia, che è rinato per scoprirne storie e leggende  in un paesaggio affascinante



di Alessandro Tavilla

Può il palmo di una mano avere la forza di reggere un paese, un villaggio, un borgo?
La risposta sarebbe negativa, quasi ovvia, se non ci si fosse però mai imbattuti nel paese di Pentedattilo.

Qui allora la risposta cambia e la sorpresa prende il sopravvento. Il palmo della mano esiste ed è fatto di pietra, e le sue dita stanno già nel nome di questo borgo calabrese che essa sorregge, derivante dal greco “penta daktylos”, vale a dire “cinque dita”. Esse, infatti, sono ricordate dalla forma della roccia della montagna che lo sovrasta, lo regge e protegge. Si tratta del Monte Calvario, suggestiva sommità all’interno dell’Area Grecanica, a pochi chilometri da Melito Porto Salvo in provincia di Reggio Calabria.

Pentedattilo Ph. Enzo Penna

IL SUO PASSATO E’ SCRITTO NELLE VIE…

Pentedattilo è un luogo dal fascino indescrivibile, e dalla storia ultramillenaria, che risale addirittura a diversi secoli prima di Cristo, ai tempi dei coloni greci.  E proprio come accade su ogni mano che si rispetti, specie su quelle che hanno raggiunto una considerevole matura età, ne porta i segni tra le sue strade, tra le sue case, come ancor meglio scrisse di esso l’immenso Italo Calvino: “Il suo passato è scritto nelle vie, in ogni segmento rigato a sua volta da graffi, seghettature, intagli.”

AL CENTRO DEL MEDITTERANEO

E’ incredibile come questo borgo sia passato da luogo strategico e al centro della vita del Mediterraneo nell’età greco-romana, a paese via via spopolatosi e poi completamente abbandonato negli anni ’60 del secolo scorso, passando per terremoti e predomini vari. Un vero peccato, datane la posizione geografica spettacolare.

 

Pentedattilo Ph. Angelo Romeo

LA RINASCITA E PRO-PENTEDATTILO

Fortunatamente, però, dai primi anni ’90 è iniziata la rinascita di Pentedattilo. Oggi, infatti, l’antico borgo è tornato ad attirare i viaggiatori e i turisti in virtù dell’opera di alcune associazioni e di tante persone amanti della pittoresca bellezza di questo territorio. Grazie all’Associazione Pro-Pentedattilo è iniziato un piano di recupero e valorizzazione dei luoghi e delle tradizioni, che punta a realizzare il “Parco Multitematico di Pentedattilo” cercando di darne anche una connotazione di sostenibilità ambientale e sociale.

BORGO SOLIDALE E LUOGO MODELLO

Ecco allora il lungo percorso, ancora in itinere, che ha suscitato pure l’interesse della Comunità Europea, e che ha dato vita soprattutto al progetto “Borghi solidali”.  Grazie a questa appassionata opera, si è cominciato a recuperare e ristrutturare alcune case, diverse vie, qualche chiesa, molti oggetti caratteristici delle tradizioni popolari e contadine dell’area, a valorizzare tutto questo patrimonio culturale, coinvolgendo le comunità locali, ma anche quelle più lontane per realizzare davvero un luogo-modello per iniziative di accoglienza culturale, solidale e ambientale.

 

Pentedattilo Ph. Angelo Romeo

ATMOSFERE SENZA TEMPO

E non sembrava vero poter tornare quindi a immergersi nell’atmosfera unica di Pentedattilo. Camminando al suo interno si sente una pace particolare, e si respira quel velo di mistero che lo pervade già da quando lo si osserva da lontano, simile quasi a un presepe intagliato nella roccia. Ci s’imbatte in piccole abitazioni antiche risistemate e ora sede di artigiani, o in negozietti da cui portar via qualche oggetto che vi aiuterà a raccontare cosa avete visto, passando dalla Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, davvero molto bella e anch’essa da qualche anno in parte recuperata, col suo antico campanile, e dalla Chiesa della Candelora.
Sicuramente, proprio perdendosi in questo cammino vien voglia anche di saperne di più sulle tradizioni del borgo. E a tal proposito una fermata obbligatoria la richiede il micro Museo delle Tradizioni Popolari, allestito tra alcuni piccoli antichi edifici, e in cui si possono ammirare oggetti e materiali tipici della tradizione contadina, nonché sfogliare testi di interesse bibliografico per studi e approfondimenti tematici, in una saletta appositamente allestita. Da qui è anche possibile compiere un itinerario naturalistico nel paesaggio agrario che si estende oltre la rupe.

 

Pentedattilo Ph. Angelo Romeo

LA STRAGE DEGLI ALBERTI

I pezzi di storia e soprattutto di leggenda si respirano in modo particolare più su, fra i ruderi del vetusto castello, che rievoca le varie dominazioni fra cui quella dei Marchesi degli Alberti, protagonisti di una notte violenta e di una celebre strage nella Pasqua del 1686 (nota appunto come “Strage degli Alberti”), scaturita da motivazioni sentimentali dal sapore quasi shakespeariano che hanno avvolto nella leggenda il borgo negli anni seguenti, ispirando anche alcune opere letterarie e cinematografiche.

Pentedattilo Ph. Enzo Penna

LA MISURA DEL PAESAGGIO, FESTIVAL DI FOTOGRAFIA 

Pentedattilo E poi è sempre facile immergersi in quel misto di natura e costruzioni dell’uomo, dove si insinua il suono del vento, fra piante di fichi d’india e l’odore dei mandorleti, per poter altresì godere di impareggiabili scenari sulla vallata e sulla cima innevata dell’Etna, che si impone dalla vicina Sicilia. Non a caso questo splendido scenario, infatti, è un perfetto teatro frutto dell’architettura di Madre Natura, che si presta a tante interessanti iniziative tra cui spiccano in estate il Pentedattilo Film Festival, di livello internazionale e dedicato ai cortometraggi legati al territorio, e il “Paleariza”, rassegna etno-culturale-musicale ellofona dell’area grecanica. Nonché alcune rassegne fotografiche, fra cui proprio in questi giorni, fino al 3 novembre, il Festival di Fotografia “La misura del paesaggio”.

Insomma, visitare e vivere Pentedattilo non è cosa da tutti i giorni, e quindi non resta che accettare il gentile invito che da lontano porge questa singolare mano di roccia che sembra chiamare le persone con le sue colossali dita e offrire sul suo palmo questo splendido borgo.
Si può rifiutare un invito così speciale?

RINGRAZIAMENTI: un sentito ringraziamento ad Angelo Romeo ed Enzo Penna per le foto di questo articolo e all’Associazione Pro-Pentedattilo per la collaborazione.

INFO
http://www.comune.melitodiportosalvo.rc.it/
http://www.museocontadinopentedattilo.it/
http://www.borghisolidali.it/

Collocazione geografica:  https://maps.google.it/maps?q=pentedattilo&ll=38.075123,15.77774&spn=0.418908,0.727158&hnear=Pentedattilo,+Reggio+Calabria,+Calabria&t=m&z=11

Come arrivarci

In Auto:
Dall’Autostrada A3, uscita per Reggio Calabria.
Poi da Reggio Calabria percorrere la SS106 jonica, fino a Saline Joniche, frazione Annà. Da qui imboccare la strada comunale che porta a Pentedattilo.
In Treno:
da Reggio Calabria, scendere a Melito Porto Salvo o Saline Joniche. Da qui percorso con pullman o a piedi.
A piedi (anche per amanti del trekking):
da Saline Joniche (distributore di benzina sulla Strada Statale 106 jonica), risalire il letto della fiumara che porta fino alle pendici di Pentedattilo; da lì un sentiero si inerpica fino al borgo antico. Il tempo di percorrenza è di 2 ore circa, la lunghezza del percorso è di 5 Km, con difficoltà media su strada non asfaltata.

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