Maremma, Slow Trek sull’antica Via Clodia

Di Alessandro Tavilla

E’ esistito un tempo in cui, negli anni dell’antica Roma imperiale, per andare dalla Città Eterna alle terre verso nord nell’attuale Toscana e antica Etruria e viceversa si percorrevano tre grandi strade: le ancora attuali e ben note Aurelia e Cassia, ma anche l’antica Via Clodia, ormai dimenticata e non più battuta dai tempi del Medioevo, e che si estendeva in mezzo alle due sopracitate arterie stradali, congiungendosi e dividendosi da esse in determinati punti.

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TRA ALTO LAZIO E BASSA TOSCANA

Adesso, dopo qualche millennio, si ripresenta la straordinaria occasione di riesumare le antiche e ingiallite cartine geografiche, per tornare a percorrere la via abbandonata e riassaporarne la magnifica bellezza della natura circostante che essa attraversa, nei territori della Maremma e nell’incrocio tra alto Lazio e bassa Toscana. E il tutto in maniera slow e verde, a cavallo, a piedi o in bicicletta.

Opportunità che si realizzerà dal 10 al 16 maggio 2014, settimana utile a prepararsi alla tre giorni di relax e gusto di “Maremma Wine&Food Shire”, che si svolgerà dal 16 al 18 maggio nelle vie e nel centro storico di Grosseto e che permetterà di rappresentare lo stile di vita maremmano, tra prodotti, tradizioni, relax ed eventi adatti ad immergersi nella particolarità di questo splendido territorio.

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100 CAVALIERI, 100 CAMMINATORI E 100 IN BICICLETTA

E proprio per arrivare con lo spirito giusto a questo evento, ben cento cavalieri, cento camminatori a piedi e cento in bicicletta, dal pomeriggio di sabato 10 maggio, alla sera di venerdi 16 maggio, saranno in viaggio, partendo da Roma per giungere alla zona archeologica di Roselle, che si trova a pochissimi chilometri da Grosseto. Ed ecco che via via lungo il percorso i viaggiatori attraverseranno lentamente le varie cittadine etrusche che i Romani conquistarono negli anni precedenti la nascita di Cristo. Si, proprio lentamente è il termine giusto per definire questo viaggio. Perché solo in questa maniera si può davvero assaporare l’antica atmosfera di un territorio per ampi tratti ancora selvaggio.

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IMMERSI NELLA STORIA E NELLA NATURA

Durante il tragitto, infatti, si potranno anche ammirare a spezzoni i resti dell’antica via consolare, in buona parte cancellata o nascosta dalla Natura dopo secoli di inutilizzo e sulla quale ancora gli stoici dibattono sugli esatti confini. Ma essendo note le capacità degli antichi Romani di costruire strade, soprattutto agevoli per chi allora camminava solo a piedi o a cavallo, si potranno intuire alcuni pezzi non riconoscibili da resti dell’epoca. E allora durante il tragitto ci si imbatterà in centinaia di metri di basolato ancora presenti e ci si potrà rifare anche alla tavola Peutingeriana di stampo medievale che indicava la Clodia come una delle strade ancora percorribili a quel tempo.

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Pitigliano

NELLE STORICHE CITTA’ ETRUSCHE

E quindi partendo da Roma, si giungerà a Vejo, una delle prime cittadine etrusche conquistate dai Romani, e dove la via fatta costruire dal console Claudio si separava dalla Cassia, per aggirare da Ovest il Lago di Bracciano, approdare a Tuscania e di seguito a Saturnia, a sud della quale sono stati riscoperti pezzi intatti dell’antica arteria. E per arrivare a Roselle, però, gli antichi cavalieri – e a questo punto anche i “futuri” cavalieri di maggio – salivano fino a Scansano per poi scendere dalla valle dell’Ombrone e giungere, appunto, a Roselle, sede oggi di preziosi scavi archeologici.

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SANDRO VANNUCCI, UNO DEGLI IDEATORI DEL PROGETTO

E proprio questo è uno dei tratti più suggestivi di questa passeggiata, come conferma uno degli ideatori del progetto, Sandro Vannucci, il quale racconta che “al passaggio dell’Ombrone dalle parti di Arcille su un guado millenario, l’acqua quieta del fiume sfiora la pancia dei cavalli. E per chi va a piedi, una volta c’era una barca per traghettare, mentre adesso si prende la direzione d’Istia d’Ombrone dove purtroppo c’è da condividere con i motorizzati un ponte di un chilometro, che per un po’ interrompe la magia dello slow trek. Ma camminando si risale molto più in là nel tempo andando a gustare davvero le risorse del territorio, la sua natura, la sua storia”.

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TRACCE ETRUSCHE, KAYAK E FISH WATCHING

Insomma, questo pezzo di Maremma, vissuto e percorso in maniera lenta farà scoprire tanti piccoli segni lasciati dagli Etruschi e dai Romani, qualche ponticello dal sapore antico, alcuni archi, la Grande Cisterna di Poggio Murelle, il Castello Aquarum su tre piani di archi, borghi prima etruschi e poi medievali come Sovana, e un centro affascinante e storico come Pitigliano. Il tutto in una settimana completamente immersa nella storia e nella natura. Il modo migliore, come dicevamo, per arrivare alla tre giorni di Grosseto (16-18 maggio), dove fra le mura medicee dell’antico centro medievale, produttori di vini, cibi tipici, artigiani, musicisti, attori teatrali, pescatori, faranno provare al pubblico che accorrerà  i gusti e la bellezza di tutti i tipi di arte della terra maremmana, svelandone anche le caratteristiche con vere e proprie lezioni a coloro che vorranno riempirsi di questa atmosfera. Eventi che usciranno anche dalle mura del centro e si recheranno nei dintorni della laguna di Orbetello per delle gare di pesca alla spigola, kayak e fish watching.

La parola d’ordine, quindi, è “Lentamente”. A piedi, in bici, a cavallo, per tornare a duemila anni fa e godere della magnificenza della Maremma, imparandone alla fine tutti i segreti.

INFO

comune di Grosseto

www.maremmawineshire.it

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