Le terre del Taburno

Un tour gastronomico ma non solo, alla scoperta dell’Appennino campano, delle sue eccellenze e dei suoi borghi: da Montesarchio a Melizzano, da Sant’Agata de’Goti a Campoli, nelle terre del Taburno


Di Harry di Prisco

Il complesso del Taburno, nell’Appennino campano e a pochi chilometri da Benevento, è abitato sin dal periodo Paleolitico quando alcuni cacciatori si spinsero fino al massiccio del Camposauro in cerca di cibo. La popolazione sannita si stabilì in questa zona dopo aver sconfitto i Romani nella storica battaglia delle Forche Caudinem che fu decisa a Tocco Caudio che, secondo Plutarco, era la vera “metropoli” sannita.

Oggi quella battaglia è ricordata a Forchia da un cartello stradale. Da allora e fino all’Unità d’Italia, anche se si sono susseguite diverse dominazioni: dai Longobardi ai Bizantini, dai Normanni agli Angioini e infine gli Spagnoli e i Francesi, i Sanniti hanno trasformato il territorio rendendolo un mosaico di produzioni agricole e alimentari.

Taburno

Per promuovere il turismo e l’economia di questi 23 Comuni della Campania  appartenenti al Gruppo di azione locale Taburno, che si estendono dalla Valle Caudina fino a Torrecuso, sono state interessate, attraverso il Marchio d’Area “Terre del Taburno”, oltre 1100 imprese, istituzioni e associazioni di categoria del territorio.
«Grazie all’aggregazione delle imprese, dei Comuni, del Parco naturale regionale del Taburno – Camposauro potremmo sviluppare sotto un unico brand un’offerta turistica integrata con ricadute importanti sull’economia locale, l’occupazione e lo sviluppo delle attività di promozione del territorio, delle imprese e delle produzioni, alimentari e artigiane», così Mario Grasso, Presidente del Gal Taburno.

Terre del Taburno

Con il marchio d’area “Terre del Taburno” beneficeranno di nuova visibilità, nell’ambito di un’unica strategia di comunicazione e marketing territoriale, vini come la Falanghina del Sannio, Taburno Docg e Sannio Doc, ma anche la Mela annurca campana, il famoso Caciocavallo Silano e il Pecorino del Sannio, lo stesso Parco naturale del Taburno, strutture ricettive e di ristorazione, agriturismi e centri sportivi. Per supportare il turista in visita al territorio il Gal Taburno ha anche previsto una guida turistica multimediale, l’App Terre del Taburno, disponibile per smartphone e tablet IOS. L’applicazione fornirà in breve la storia dei Comuni, offrendo anche i riferimenti di tutte le strutture di ristorazione e ricettive presenti nei singoli comuni nonchè segnalerà i principali sentieri culturali e naturalistici del comprensorio.

Terre del Taburno

Il Piano di Sviluppo Locale, caratterizzato dal GAL e dall’Approccio Leader, costituisce una parte del più ampio Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013, approvato dalla Regione Campania. L’Unione Europea e la Regione riconoscono, ad alcuni territori caratterizzati da un’economia di tipo agricolo, la possibilità di promuovere un piano organico di sviluppo rurale, tagliato sulle esigenze del territorio, attingendo ai finanziamenti regionali ed europei. Il GAL Taburno, costituito nel 2009, si propone di indirizzare le proprie iniziative al sostegno ed alla promozione dello sviluppo economico, sociale ed imprenditoriale.

Terre del Taburno

Abbiamo incontrato varie realtà della zona, da Montesarchio a Melizzano, a Sant’Agata de’Goti, a Campoli. A Montesarchio abbiamo visitato l’Oleificio Mataluni – Olio Dante. L’azienda, partendo da un piccolo frantoio a dimensione artigianale, oggi rappresenta uno tra i più rilevanti complessi agroindustriali oleari al mondo, che ha vinto di recente il premio “Coop for Kyoto” come impresa virtuosa per la dimensione dell’impianto fotovoltaico e di trigenerazione. L’obiettivo dell’azienda è quello di raggiungere il 50% del fabbisogno energetico dello stabilimento.

Interessante anche la visita nel territorio di Frasso Telesino dove sono stati avviati campi sperimentali di orzo per la produzione della BirTa, la birra artigianale alla mela annurca. All’azienda di Raffaele Lombardi di Sant’Agata de’Goti, partner del progetto BirTa, che ha la peculiarità di essere stagionata in botti usate per affinare il vino aglianico, abbiamo provato le loro mele annurche coltivate e distribuite accanto a tante gustose torte accompagnate dall’ottima birra.

Terre del Taburno

SANT’AGATA DE’ GOTI

Nel nostro tour abbiamo visitato poi una delle città più antiche dell’Italia Meridionale, Sant’Agata de’ Goti, che sorge su un costone tufaceo su cui, un tempo, si estendeva l’antica città caudina di Saticula i cui abitanti sono citati da Virgilio nell’Eneide. Il suo centro storico è un museo all’aperto. A guidarci alla scoperta di tanti tesori è stato l’Ing. Della Ratta che ci ha aperto le porte di antiche chiese. Tra queste spicca il Duomo, intitolato all’assunzione della Madonna che è del 970.

Terre del Taburno

CAMPOLI DEL MONTE TABURNO

Considerata come una comoda base per escursioni e visite guidate sul Monte Taburno e su Camposauro siamo poi giunti a Campoli del Monte Taburno dove, accolti dal Sindaco Tommaso Nicola Grasso, siamo andati alla scoperta di una cittadina per lo più vocata all’agricoltura e che è operosa e attiva con i suoi mille e cinquecento abitanti.

Terre del Taburno

CILIGIE “IMPERIALI”

Il motivo del nostro tour era proprio assistere alla Sagra, organizzata dalla Pro Loco con il presidente Mario Pedicini. Insieme alla vicina Tocco Caudio, Campoli produce oltre il 50% delle ciliegie del Sannio. La varietà più pregiata è quella “imperiale” ma è molto saporita e apprezzata anche quella denominata “ferrovia”. A Campoli del Monte Taburno, fondata nel periodo normanno, si produce anche un ottimo pane casareccio cotto a legna. Il Sindaco, da poco eletto, ci ha parlato anche di un fiorire di iniziative in concomitanza con l’estate, dalla Sagra del fagiolo, che si svolgerà tra fine luglio e primi di agosto, alla Festa della Mietitura, in onore di San Donato, che si terrà il 6 e 7 agosto 2015, che precede  “Calici di Stelle”,  prevista per l’8 il 9 e il 10 agosto 2015.

Terre del Taburno

PATRIA DELLA BIODIVERSITA’

Il Taburno dunque è la patria della biodiversità e un viaggio alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche val la pena di fare. Qui si coltivano e producono ortaggi di qualità, ma anche carni, formaggi e frutta tra cui la mela annurca, conosciuta sin dall’epoca romana e naturalmente i prodotti della terra più noti: i vini e l’olio.  In alta montagna, oltre i 700 metri, vengono coltivati i fagioli, la patata interrata, i funghi, gli asparagi, il tartufo nero e quello bianco.