L’Albergo diffuso di S. Stefano di Sessanio

Siete mai stati in un Albergo Diffuso? Eccovi un esempio di turismo esperienziale, per un viaggio indimenticabile fra uno dei borghi più belli d’Abruzzo: S. Stefano di Sessanio, fra storia, bellezza e rinascita


Di Debora Bergaglio

Meravigliosamente perfetto, come un affresco di Michelangelo! Il borgo di Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila, è un’opera d’arte di cui la natura ci ha fatto dono. Forse non molti sapranno della sua esistenza, non essendo effettivamente una delle mete turistiche più in voga del momento, ma al turista curioso, consapevole e amante delle tradizioni non può sfuggire uno dei borghi più belli d’Abruzzo e forse d’Italia.

sexantiopaesePer scoprirlo dovete dirigervi verso l’Aquila, nella parte meridionale del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; un’area ricca di fascino e tutta da scoprire nelle sue vallate intrise di storia. Potete arrivarci in auto o meglio ancora in moto, assaporando il paesaggio mozzafiato che vi conduce fin lassù e godendovi pienamente tutto il viaggio fino alla meta.

Aggrappato alla montagna e un po’ nascosto dal mondo, S. Stefano di Sessanio mostra le tracce della presenza e dell’opera di ordini monastici sparsi nella zona e, molto più recentemente, le cicatrici del doloroso terremoto che ha colpito l’Aquila nel 2009. Il turismo, qui a Sexantio, come era chiamato questo insediamento all’epoca romana, ha una funzione molto importante nell’economia del territorio e aggiunge valore alla presenza dei visitatori che, oltre ad entrare in un mondo magico e ricco di fascino, contribuiscono con i propri soggiorni al mantenimento di un patrimonio a rischio d’ estinzione.

Abitato soltanto da 120 anime, fa parte del “Club dei Borghi più Belli d’Italia”, è gemellato con gli Uffizi di Firenze e ospita ogni estate un Festival Internazionale di Musica Medioevale e Rinascimentale.

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Il paese è costruito in pietra calcarea bianca e le coperture delle abitazioni sono realizzate solo con coppi, in un’armonia di materiali e linee che rapiscono lo sguardo. A completare il tutto meravigliosi portali ad arco, finestre in pietra lavorate e decorate, bifore e balconi che ingentiliscono le facciate rendendole suggestive e accattivanti. Un’esperienza da provare quella di passeggiare e perdersi a piedi fra le vie del Borgo, ammirare il panorama incantato che si apre sulle valli circostanti, visitare la Chiesa della Madonna del Lago (XVII Secolo), adagiata sulle verdi rive che abbracciano lo specchio d’acqua.

Ma il fascino di S. Stefano di Sessanio non finisce qui, anzi, da qui inizia un’altra storia tutta da ascoltare e su cui prendere nota!

SEXANTIO: UN ALBERGO DIFFUSO “SENZA TEMPO”

Il borgo è dotato di un meraviglioso albergo diffuso dal nome “Sexantio”, realizzato grazie all’amore e alla volontà di un imprenditore di origini italo-svedesi, Daniele Kihlgren, capitato da queste parti in sella alla sua moto e da subito invaghitosi di questi meravigliosi luoghi.

All’inizio del 2000 Kihlgren decide di acquistare una parte del borgo per realizzare appunto un albergo diffuso, facendo in questo modo da apripista e attirando altri imprenditori che hanno recuperato e avviato altre attività. Un’ospitalità originale e perfettamente in linea con la morfologia e la storia del suo ambiente. L’albergo diffuso rappresenta un modo per entrare veramente in contatto con tradizioni, manufatti, architettura, in altre parole con l’anima del territorio. Grazie a questo, un paese in abbandono, destinato al declino, è tornato in auge, inaspettatamente. Oggi ad accogliere i viaggiatori curiosi ci sono svariati ambienti ricchi di un fascino senza eguali, ambienti sospesi nel tempo, dove riscoprire racconti perduti.sexantiobotteghe

Fra questi citiamo il CANTINONE,  dedicato agli aperitivi e ai pasti veloci, che ricorda i larghi spazi in cui la popolazione di questi borghi si riuniva in inverno per riscaldarsi e dialogare; la TISANERIA e la BIBLIOTECA, le “BOTTEGHE DELL’ARTIGIANO DOMESTICO, dove trascorrere il tempo libero, svagarsi, informarsi, arricchirsi o deliziare il palato con i prodotti tipici del territorio. Le CAMERE e il RISTORANTE rappresentano altri luoghi vitali dell’albergo diffuso, ambienti unici nell’arredo e nell’atmosfera in cui socializzare o riposare vicino al fuoco del camino.

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UN MODELLO DA SEGUIRE

PER I “PATRIMONI STORICI MINORI”

Dal sito internet dell’albergo diffuso www.sexantio.it spicca la mission di chi ha avuto il coraggio di investire in questo regno sperduto: “dare dignità al patrimonio storico minore e al suo paesaggio”.

“Minore” fino ad un certo punto. La definizione, sempre secondo il sito in questione, sarebbe quella di patrimoni non creati da artisti o architetti, ma “da una collettività indifferenziata con le sue professionalità artigianali che affonda le radici in uno specifico contesto storico antropologico legato indissolubilmente al suo territorio”.

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Oggi S. Stefano di Sessanio, tornato a vivere nell’assoluto rispetto del proprio passato, recuperato con amore e votato all’ospitalità, rappresenta senza dubbio un esempio da seguire nell’ambito del RECUPERO E DEL RESTAURO CONSERVATIVO del nostro patrimonio storico, formato da luoghi e borghi che rischiano di sparire a causa dell’incuria e delle speculazioni edilizie.

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Curiosamente e inaspettatamente, in un contesto di crisi globale e in una Regione pesantemente colpita dal terremoto, Sexantio albergo diffuso rappresenta un nuovo modello di sviluppo scaturito da un progetto culturale che sta invertendo la discesa a valle degli abitanti della montagna e sta recuperando senza costruire un metro quadro ex-novo.

INFO www.sexantio.it