Isola Santa, l’incantevole borgo che rinasce

Nel mezzo delle strade della Garfagnana, adagiato su un Lago, Isola Santa è un antico incantevole borgo che è stato recuperato dopo essere stato abbandonato nel secolo scorso


Testo e foto di Alessandro Tavilla

E’ uno dei tanti “lieto fine” di quella fiaba interminabile e sempre appassionante che si chiama Garfagnana. Giunge nel bel mezzo di un cammino che appare come una narrazione delle alture e dei boschi di questo territorio, lungo la strada che lo collega alla Versilia, attraverso le Alpi Apuane.
A poco più di una decina di chilometri da Castelnuovo in Garfagnana, infatti, il passo sulla Strada Provinciale 13 si arresta all’improvviso seguendo un impulso obbligato, quando davanti agli occhi appare Isola Santa. Un gruppetto di casette in pietra visibilmente antiche si presentano concentrate in pochi metri quadri sopra una verde penisoletta che artiglia lo specchio d’acqua del lago omonimo.

Isola Santa borgo rinato
ISOLA SANTA, MERAVIGLIA SUL LAGO

Cartello Borgo Isola Santa Il borgo, immerso nello scenario di questo Lago artificiale dal colore smeraldo, decorato dalle foreste circostanti, provoca quindi facili esclamazioni di sorpresa e d’incanto, e si presta quale apprezzato modello per chiunque possegga anche un minimo spirito di artista della fotografia o della pittura.
Troppo ghiotta è l’occasione e quella immagine, come ancor più lo è il desiderio di smuoversi da questa estasi visiva per avviarsi a raggiungere a piedi queste costruzioni, così da scoprirne da vicino i segreti e la storia insolita che sicuramente celeranno.
Isola Santa esordisce con una piccola discesa ciottolata e protetta da una staccionata lignea che suggerisce qualche pausa iniziale, al fine di scrutarne i primi tetti in pietra d’ardesia che, tra alcuni rami più alti, si distendono, comprensivi di comignoli sparsi.
Già da subito si intuisce la vocazione accogliente di questo piccolo villaggio, in virtù di un alto numero di vecchie abitazioni evidentemente risistemate e rese ospitali.

IL BORGO RINATO DOPO L’ABBANDONO

Eccolo, pertanto, uno degli svariati “lieto fine” di questo luogo, quello storico. Difatti, Isola Santa solamente da poco più di un decennio è tornata a rivivere, grazie all’interesse e all’impegno di abitanti del passato, giovani appassionati e enti locali, che le hanno regalato una seconda vita. Il borgo nel secolo scorso aveva vissuto il suo lento declino, culminato nel totale abbandono da parte dei suoi ultimi residenti nella metà degli anni settanta. La causa scatenante di tale spopolamento ha una data e un avvenimento precisi: l’anno 1949 e la nascita della diga antistante volta alla produzione di energia elettrica. La costruzione di questo enorme argine di cemento condizionò lo scorrere del torrente Turrite Secca, dando vita al Lago attuale, che con la sua mole d’acqua andò a invadere e sommergere un pezzo dell’antico borgo, ricoprendo in particolare un arcaico mulino e un ponte di pietra, e plasmando così questo minuscolo istmo ricoperto di edifici.

Da quel momento, le giornate dei cittadini di Isola Santa, abituati a una esistenza tranquilla e semplice, cambiarono, dati i frequenti cambi del livello delle acque del Lago che, per esigenze della società che gestiva la Diga, spesso si innalzava e danneggiava inevitabilmente il terreno e le costruzioni. Inesorabile, pertanto, fu il costante svuotamento abitativo, fino agli anni settanta, momento in cui gli ormai ultimi abitanti rimasti ottennero il trasferimento in case più consone e vivibili poste in altri paesi della valle.

TRA LE STRADINE DEL VILLAGGIO RECUPERATO

E’ quindi spiegato il fascino che emana questo borgo, non solo visto da lontano incastonato nel paesaggio, ma soprattutto quando ai piedi della discesa di ingresso ci si avvia lungo le sue brevi ma significative stradine. Ci si imbatte così nelle casette in pietra, nelle scalinate, nei piccolo slarghi ristrutturati, che oggi costituiscono una buona parte di Isola Santa che, grazie a un progetto di recupero iniziato nei primi anni del terzo millennio, è anche un b&b diffuso. Idea che sicuramente è stata decisiva per riavviare il corso della storia del villaggio, rimasto congelato per un trentennio, ma che secondo gli esperti possiede radici molto remote.

Camminando lungo i suoi sentieri, tra cui quello che costeggia l’antica chiesa di San Jacopo – oggi sconsacrata –, che conduce alla riva del Lago, se ne percepisce fortemente il valore antico. Gli storici, infatti, ritengono che anticamente fosse un piccolo avamposto fortificato importante, data la sua posizione sopraelevata rispetto alla valle, prima della nascita del Lago creato dall’uomo, per diventare in seguito un “hospitale” visitato da tutti i viandanti transitanti dal territorio. Ci sono, inoltre, ulteriori notizie della sua esistenza in alcuni scritti datati metà del Duecento, riguardanti la riscossione di dazi destinati alle Crociate.

Isola Santa borgo che rinasce
UN’ATMOSFERA INCANTEVOLE TRA STORIA E NATURA

E allora è il caso di assaporare totalmente l’atmosfera magica di Isola Santa, senza trascurare alcun vicolo lungo il percorso, tra il campanile che svetta sulle case più basse, passando per alcuni ruderi che in fondo hanno ancora mantenuto la dignità antica, non essendo così malmessi come quelli di altri borghi che in passato furono abbandonati.
E giungendo alla riva del Lago, dove una battuta di pesca non è da trascurare, gli si può voltare le spalle per ammirare dalla punta della corta penisola tutta la suggestione di Isola Santa, dei suoi castagni e dei faggi che adornano non solo il borgo che ha ripreso vita, ma anche le montagne che avvolgono il territorio e lungo il quale si spargono numerosi sentieri che conducono verso piccole grandi perle che proseguono il racconto di questa fiaba chiamata Garfagnana.

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INFO:
Come arrivare:

In Auto: Da Castelnuovo in Garfagnana prendere la Sp13 lungo la via d’Arni che porta verso la Versilia

In Treno: Stazione di Castelnuovo in Garfagnana o Pietrasanta, poi prendere autobus Vaibus35 che conduce a Isola Santa

In Aereo: Gli aeroporti più vicini sono: Aeroporto Galileo Galilei di Pisa, Aeroporto di Firenze Peretola