I borghi della memoria

Ci sono luoghi che conservano la memoria di un passato recente o lontano, luoghi abbandonati dai vivi ma abitati ancora da fantasmi di ricordi, dal suono di passi e dagli echi di parole mai dimenticate.

Sono borghi che il più delle volte si sono svuotati perché vittime di un’economia che ha portato a una dilagante fuga verso città o luoghi collegati dalle principali vie di comunicazione, spesso testimoni inconsapevoli di guerre o terremoti. Luoghi della memoria che rischiano di cadere per sempre nel baratro dei dimenticati, dove neanche i più audaci portano più i propri passi.

Per far sì che questo non accada, intraprenderemo un viaggio che, senza la pretesa di essere esaustivo, speriamo possa accompagnare il lettore alla riscoperta di borghi abbandonati, celati tra i boschi, aggrappati ai bordi delle montagne o sommersi dalle acque. Dal nord al sud, paesi che spesso non si trovano sulle carte geografiche, dove recarsi per realizzare un turismo alternativo, fatto di passeggiate tra rovine e strade che il verde cerca di inglobare, dove non si trova un bar per ristorarsi e il navigatore satellitare non riesce ad aiutarci.

Luoghi pieni di echi e di ricordi che vengono sussurrati a coloro che hanno l’ardire di inoltrarvisi, per ri-scoprire angoli di un’Italia dimenticata, ma anche per ritrovare sé stessi.

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