Castellabate, benvenuti al Sud

Un angolo di paradiso e una location da cinema. Benvenuti al sud, a Castellabate, nel Parco Nazionale del Cilento, dove è stata girata la brillante commedia italiana che si ispira al film francese “Giù al Nord”


Di Debora Bergaglio

con foto e didascalie di Massimo Lico

Scommetto che questa frase, benvenuti al Sud, vi ricorda qualcosa. Ebbene si, non si tratta soltanto di una frase di accoglienza in una delle perle del Parco nazionale del Cilento, dichiarato patrimonio dell’Umanità, ma del titolo della celebre commedia italiana della Medusa Film diretta da Luca Miniero,  abilmente interpretata da Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro e Valentina Lodovini.

Il cinema è spesso veicolo di fama e notorietà, anche turistica; così è accaduto a Castellabate, il paese della provincia di Salerno, in Campania, a 130 km da Napoli, ricco di fascino, bellezza e storia, diventato improvvisamente famoso per essere stato nel 2010 il set cinematografico del remake del divertentissimo film francese “Giù al Nord” ( Bienvenue chez les Ch’tis  del 2008) diretto da Dany Boo.

E se in “Giù al Nord” la punizione del protagonista era il trasferimento a Bergues, comune francese settentrionale, nella Regione del Nord-Passo di Calais, per il nostro  Claudio Bisio, in Benvenuti al Sud, il castigo consiste nel cambiamento di sede al Sud, precisamente a Castellabate, la cui etimologia deriva da Castrum abbatis, ovvero il castello dell’ abbate”, riferito alla figura di San Costabile Gentilcore, quarto abate della Badia di Cava, che avviò i lavori di costruzione del castello di Sant’Angelo nel 1123.

benvenuti al sud, castellabate

queste due foto sono tratte da www.castellabateinfo.it

Ma un film è soltanto un film, può suscitare interesse, rendere una località “di moda”, attirare l’attenzione, in poche parole “creare una scia”,  ma non può far scoprire e valorizzare appieno la bellezza e la complessità di un territorio, della sua storia, della sua gente. Questo è un compito che spetta ad altri soggetti, e per il quale serve un mix di marketing turistico, politiche per il territorio, iniziative culturali e ambientali che sappiano svelare, a poco a poco, l’anima del territorio.

benvenuti al sud, castellabate

E proprio per mostrarvi uno scorcio di questa anima, portandoci appresso l’allegria e il ricordo delle scene del film, andiamo personalmente alla scoperta di borgo, sulle tracce della sua storia e dei suoi paesaggi, affidandoci all’obbiettivo e allo story telling di Massimo Lico, in questo tour insolito di Castellabate, fra storia, cinema ed eroi in carne ed ossa.

“Qui non si muore”

buonviaggioitalia_castellabate
Un breve viaggio nella storia, tra patrimonio dell’umanità e ricordi cinematografici, incomincia qui e qui si riconosce, a Castellabate, una traccia dello storytelling, dove l’eroe è un uomo, non un personaggio inventato ma un uomo davvero. Come in ogni storia l’eroe può vincere o perdere la sua sfida, il nostro eroe che eroicamente morì, forse quella sfida non l’ha mai persa.

Gioacchino Murat

Gioacchino Murat fu un eroe per il popolo, e precursore di quell’Unità d’Italia alla quale invitò gli italiani nel Proclama di Rimini il 30 marzo 1815: “…Italiani, non siate più in forse, siate Italiani…” e a Castellabate esclamava “Qui non si muore” erano l’11 e 12 novembre del 1811. Soltanto 4 anni più tardi del suo passaggio a Castellabate morì eroicamente, il 13 ottobre 1815. Davanti a questa stessa targa giunse nel film Claudio Bisio, l’eroe del racconto cinematografico, che però non lesse del tutto, lesse soltanto “Qui … si muore”, perché la parola centrale era coperta (ovviamente artificiosamente) da un alcune foglie.

Palazzo Perrotticastellabate_palazzo perrotti

Le tracce del passaggio dell’eroe, quello vero, si ritrovano anche nel settecentesco Palazzo Perrotti, dove ancora viene mantenuta intatta la stanza nella quale dimorò il Re. E sulla piazza dell’omonimo palazzo fu messo in scena un nuovo processo, stavolta popolare, non militare come quello della storia, che per acclamazione del popolo vide del tutto assolto colui che secoli addietro fu invece fucilato. Nel finzione scenica del film, in questo stesso palazzo viene allestita la stanza dell’eroe filmico, Claudio Bisio, che ben presto dovrà affrontare un conflitto interiore ed uno esteriore. Quello interiore è vincere la sua innata riluttanza, preconcetta, verso il meridione e la sua popolazione, quello esteriore è l’adeguamento a dei ritmi lontani da quelli ai quali era abituato al nord e l’accettazione della spumeggiante carattere della popolazione locale, che poi riflette per antonomasia, il carattere dei meridionali.

Piazza 10 ottobre 1123

castellabate_piazzadieciottobre
Passeggiando per i vicoli, tra strettissime viuzze e scalinate mai eccessivamente ripide, si arriva a Piazza 10 ottobre 1123, la piazza centrale che ricorda la data della fondazione del Castello dell’Abate –  “Castrum Abbatis” che da il nome alla cittadina e domina il paese dall’alto del Colle dell’Angelo. Nel 2010 qui furono girate le scene più importanti del film “Benvenuti al sud”. Questo è il luogo più importante della storia di Castellabate e trova nella narrazione cinematografica il suo significato duale, è qui infatti che si verificano alcuni dei più significativi punti di svolta di tutto l’arco di trasformazione del personaggio.

Le Gattebenvenuti al sud_legatte

Per un attimo ci allontaniamo dalla memoria storica, per notare che qui in questo luogo e sotto la medesima prospettiva, l’eroe filmico, compie il suo primo cambiamento, la svolta le condurrà alla vittoria finale, il superamento del conflitto interiore che lo voleva “nemico” di un popolo e che ora sente piano di iniziare ad accettare e alla fine del film di amare.

Finale

Se da un lato l’eroe in carne e ossa, morirà, dopo aver dato un contributo importante nell’inoculare quel germe primitivo del senso di unità nazionale ad un popolo che ancora non era unito, ma che di lì a poco lo sarebbe stato sotto la stessa bandiera, il nostro eroe cinematografico invece da un lato morirà, morirà cioè in lui quella parte così ostica, ma in fondo senza motivo, che gli impediva di amare gli altri al di fuori del suo mondo, nemmeno poi tanto grande come egli credeva che fosse, anzi fin troppo provinciale, dall’altro invece sopravviverà, perché sarà l‘accoglienza a sopravvivere e proprio quella capacità di accogliere e di amare gli altri era l’oggetto di valore della sua missione. La forza dei due eroi, sta tutta nel fatto che ritroviamo nei loro processi interiori buona parte dei nostri.

“Qui non si muore”

E allora ecco che il senso più vero del racconto, sia storico che cinematografico lo ritroviamo proprio in quella targa che abbiamo incontrato all’inizio del viaggio… “Qui non si muore”.

INFO

www.comune.castellabate.sa.it

www.castellabateinfo.it

Come ci si arriva

In autostrada: A30 Salerno-Reggio Calabria fino a Battipaglia, S. s. 18 fino ad Agropoli sud, S. s. 267 direzione Castellabate-S. Maria-Zona Lago [11 chilometri da Agropoli].
In treno: Stazione Agropoli-Castellabate (ad Agropoli), autobus.
In aereo: Aeroporto Napoli Capodichino, A30 Salerno-Reggio Calabria.

 

Tagged , , , , ,