A Borgo dei Posseri, un pianeta “enoico”

Borgo dei Posseri, su di un altipiano baciato dal sole, al confine tra le provincie di Trento e Verona, un luogo magico per rilanciare i vitigni autoctoni


di Silvana Benedetti

Da una parte il fiume Adige con il suo corso scavato tra le valli trentine, dall’altra le Piccole Dolomiti che regalano uno scenario alpino di inconfondibile bellezza. Nel mezzo i vigneti, tanti vigneti, in una terra che ha fatto del vino e dei distillati d’uva il proprio marchio di riconoscimento. Molte sono le aziende vinicole che sorgono nella zona, ma una in particolare merita di essere segnalata per la sua “filosofia” produttiva.

vini Borgo dei Posseri
Borgo dei Posseri si estende su di un altipiano baciato dal sole, intorno ai 500 metri di altitudine, sopra alla cittadina di Ala, al confine tra le provincie di Trento e Verona, a pochi chilometri dall’omonima uscita dell’autostrada del Brennero, in una località chiamata Pozzo Basso. Vi si accede percorrendo il tratto iniziale della Valle dei Ronchi, area geologicamente interessante perché “cerniera” tra i Monti Lessini, a sud, e le Piccole Dolomiti. Dominata alle spalle dal gruppo del Carega che supera i 2200 m, poggia su rocce calcaree in ambiente tipicamente prealpino contraddistinto dalle fasce del castagneto, faggeto e abietina.

UNA SFIDA FRA AMICI

L’atmosfera che si respira muovendo i primi passi in azienda è quella di una grande familiarità, forse perché l’idea di rilanciare i vitigni di Borgo dei Posseri nasce dalla sfida di due giovani amici: Maria Marangoni e Martin Mainenti. Con grande entusiasmo e determinazione i due giovani intraprendenti hanno deciso di operare per nuove tecniche di coltivazioni nel pieno rispetto, però, sia della coltivazione montana, sia, soprattutto, dell’ambiente circostante.  Accudire le viti è per loro una scelta di vita così come il rispetto per la natura.

Vitigni Borgo dei Posseri
In quest’area di circa 230 ettari, in passato utilizzata per lo più per il pascolo d’alpeggio, dopo tredici anni di duro lavoro e di scommesse vinte, il podere è stato trasformato in vigneto di ottima qualità, i cui filari si intrecciano e si inseguono secondo una disposizione atta ad esaltare al massimo le bellezze naturali del territorio e ad integrarsi perfettamente con esse.

IL REGNO DEL FURIEL

A Borgo dei posseri il FurielCosì, prima le scelte della famiglia De Pilati, poi il contagioso entusiasmo di Maria e Martin, nel giro di breve tempo Borgo dei Posseri è stato trasformato in un vero e proprio pianeta “enoico”, una terra di vini per eccellenza, tra cui spicca il Furiel: Sauvignon Bianco, di colore paglierino e dal profumo intenso e persistente con note di fiore di sambuco.
Il Furiel può essere ottimo per l’aperitivo, grazie alla sua sapidità e freschezza, ma può essere abbinato a piatti freschi e acidi e  il pesce è uno dei suoi migliori alleati in tavola. Consigliato anche con formaggi di capra.
La vendemmia, eseguita a mano dopo attenta cernita, avviene a fine settembre; mentre la vinificazione, ovvero il processo di trasformazione dell’uva in vino e del suo affinamento, avviene tramite diraspatura e soffice pigiatura. Segue poi fermentazione del mosto in bianco a temperatura controllata. La maturazione avviene in botti di acciaio per sette mesi per finire l’affinamento in bottiglia.

SAPORI DEL TRENTINO

Quindi, se amate il verde incontaminato degli altopiani dolomitici e un bicchiere di vino di ottima qualità, possibilmente accompagnato dai sapori tipici del Trentino, una gita a Borgo dei Posseri non può mancare tra le tappe della vostra estate o del prossimo autunno quando altri colori e altre novità in bottiglia vi attendono in questo luogo incantevole, strappato con caparbietà e intelligenza alla forza espansiva dei boschi e della montagna circostante.

INFO
www.borgodeiposseri.com